CAPITOLO 1
Compleanno
Castel
Gandolfo.
Nel
cielo neanche una nuvola e il sole splendeva luminoso, illuminando ogni cosa.
Un
raggio curioso si intrufolò nella finestra aperta della camera di Sofia,
scaldandole il viso.
Era
il suo diciottesimo compleanno ma non era comunque riuscita a svegliarsi
presto. Era una dormigliona, che ci poteva fare?
Si
stiracchiò pigramente e solo allora si rese conto che la finestra della sua
camera era aperta.
Spalancò
gli occhi e si guardò attorno allarmata.
-Buongiorno,
signorina Sofia -la salutò Thomas, il maggiordomo di casa Schlafen entrando
nella stanza con un vassoio colmo di varie prelibatezze.
-Buon
compleanno -aggiunse con un sorriso.
Sofia
prese il vassoio e cominciò ad abbuffarsi.
-Buongiorno
Thomas -lo salutò -Grazie per la colazione è davvero ottima -si complimentò
poi.
Il
maggiordomo le rivolse un sorriso paterno.
Quando
ormai Sofia aveva terminato di mangiare, qualcuno bussò alla porta della
camera.
Il
maggiordomo e la ragazza si girarono verso la fonte del rumore e videro,
attraverso l'uscio socchiuso, un paio di occhi scuri, quasi neri, e dei ricci
capelli marroni.
Sofia
si sentì scaldare il cuore.
Avrebbe
riconosciuto quella persona tra mille.
-Posso
entrare? -chiese Fabio facendosi avanti.
Sofia
gli sorrise ma fu Thomas a rispondere.
-Certo.
Stavo giusto per lasciare sola la signorina Sofia -rispose, facendo
l'occhiolino alla ragazza, dopodiché uscì dalla camera.
Fabio
si avvicinò si sedette sul letto, accanto a Sofia.
Sofia
si incantò un attimo a guardarlo.
Indossava
un paio di jeans strappati all'altezza del ginocchio e una canottiera bianca
che lasciava intravedere il suo fisico asciutto e nervoso, la pelle leggermente
abbronzata.
-Allora,
-sorrise Fabio rompendo il silenzio -stai diventando vecchia, eh? -la canzonò.
-Mai
quanto te -rispose la ragazza sfiorandogli le labbra con le proprie.
Fabio
le sorrise, quel sorriso che le faceva sentire le farfalle nello stomaco e che
la ipnotizzava, quel sorriso che amava da morire, e la baciò con infinita
dolcezza.
Sofia
si abbandonò a quel contatto e affondò le dita nei suoi morbidi ricci color
cioccolato.
Ad
un tratto un colpo di tosse gli fece sobbalzare entrambi.
Si
staccarono di colpo, leggermente imbarazzati e, mente Sofia chinava la testa
per nascondere il rossore delle guance, Fabio si girò in direzione del rumore.
-Quando
hai finito di baciare la mia amica sei pregato di accompagnarla di sotto, dove
la stiamo tutti aspettando. -lo canzonò Lidja.
Il
ragazzo le scoccò un'occhiataccia mentre Sofia sogghignava di nascosto.
-Penso
di avere tutto il diritto di baciare Sofia dato che è la mia ragazza -ribatté
Fabio truce.
-Si,
certo, come vuoi -lo liquidò Lidja -Ma ora muoviti.
Fabio
sbuffò sonoramente ma tese una mano a Sofia per aiutarla ad alzarsi.
Quest'ultima
si cambiò velocemente e raggiunse i suoi amici in cucina.
Non
fece neanche in tempo a varcare la soglia che un paio di forti braccia
l'avvolsero stritolandola e alzandola da terra.
-Auguri,
bellissima! -urlò Ewan scoccandole un sonoro bacio sulla guancia.
Si
era da poco tagliato i capelli ma aveva sempre quel ciuffo ribelle di capelli
biondi che gli ricadeva davanti agli occhi grigi, perennemente vispi e allegri.
-Ehi,
metti subito giù la mia ragazza -esclamò Fabio, fingendosi geloso.
-Che
c'è? Hai paura che possa capire quanto in realtà io sia indescrivibilmente
bello?- lo stuzzicò Ewan provocando uno scoppio di ilarità generale, mentre
Fabio si limitò ad alzare gli occhi al cielo esasperato, anche se sorrideva tra
sé.
Poi
fu il turno di Chloe e Karl che strinsero a sé Sofia augurandole buon
compleanno.
Infine,
toccò a Lidja.
La
ragazza le venne in contro con la sua solita grazia, i capelli corvini legati
una treccia che le ricadeva sinuosa giù per una spalla, e l'abbracciò con
vigore.
-Buon
compleanno Sof -le sussurrò con dolcezza.
-Grazie,
Lidja -sorrise Sofia.
Lidja
si sciolse dall'abbraccio e andò a mettersi accanto ad Ewan che le cinse la
vita.
Nella
stanza calò il silenzio e Sofia percorse con lo sguardo i volti dei presenti.
I
suoi amici.
La
sua Chloe. Il suo Karl. Il suo Ewan. La sua Lidja. E poi lui, il suo Fabio che
adesso le sorrideva con dolcezza.
Si
sentì commossa e fece per dire qualcosa ma una voce baritonale proveniente da dietro
di lei la precedette.
-Non
pensi di aver dimenticato qualcuno? -chiese Georg Schlafen con un sorriso.
Sofia
gli corse incontro e lo abbracciò.
-Ehi
piano! -esclamò il prof che per poco non cadde a terra -Auguri piccola mia
-aggiunse poi con dolcezza.
-Prof
-lo rimproverò scherzosamente la ragazza -non sono più piccola.
Schlafen
fece un gesto di noncuranza con la mano.
-Per
me resti sempre la mia piccola Sofia -esordì in un tono che non ammetteva
repliche ma poi si aprì in un sorriso.
-Scusate
se vi interrompo -disse Lidja da dietro -ma non pensate che sia il momento che
Sof apra i suoi regali?
La
proposta fu accolta con entusiasmo.
-Prima
il nostro -cinguettò Chloe facendosi avanti e porgendo alla festeggiata un
pacchetto azzurro.
-E'
una sciocchezza ma spero ti piaccia -aggiunse Karl sorridendo da dietro la
montatura degli occhiali.
Sofia
strappo la carta e all'interno vi ci trovò un vestito verde con dei ricami
dorati che le arrivava al ginocchio. Era senza parole.
-Ragazzi...è...è
MERAVIGLIOSO! -esclamò, abbracciandoli euforica.
-Sono
contenta che ti piaccia -le rispose Chloe con un sorriso -Pensavamo che il
verde si intonasse con i tuoi occhi.
-Si,
sono convinto che ti starà benissimo -aggiunse Fabio, scrutando il vestito.
Sofia si girò a guardarlo e lui le sorrise.
Lidja
inscenò un connotato di vomito.
-Siete
talmente sdolcinati che date il voltastomaco -esclamò esasperata.
-Senti
chi parla -le rispose Fabio con uno sguardo irritato.
Lidja
lo ignorò.
-Tocca
a me -disse tutta felice, porgendo all'amica una minuscola scatoletta di un
bianco madreperlato.
Sofia
l'aprì e all'interno, vi trovò una collanina con un pendente che riportava il
suo nome.
-Sono
davvero bellissimi -disse la ragazza commossa -Grazie ragazzi.
Ewan,
Lidja, Chloe e Karl le sorrisero e nella stanza calò di nuovo il silenzio.
Fu
Schlafen a romperlo.
-Io
non ti ho fatto niente di stratosferico -disse con un sorriso -Però, dato che è
una bella giornata ho deciso di regalarti, o meglio, regalarvi, un picnic al
lago. Che ne dite?
-Grazie
prof -esclamarono in coro i ragazzi.
Così
dopo aver preparato il cestino da picnic e aver preso le coperte si avviarono
verso il lago.
Dopo
un po' arrivarono sulle sponde del lago di Albano.
Quel
giorno l'acqua era limpidissima, tanto che con un po' d'attenzione si potevano
scorgere i pesci nuotare pigri, e i raggi del sole si riflettevano sulla
superficie piatta e lucente dello specchio d'acqua.
Stesero
a terra le coperte e tirarono fuori dal cestino i panini, delle fragole
ricoperte di cioccolato, che aveva preparato Thomas, e due bottiglie di Coca
Cola.
Dopodiché
si sedettero in cerchio.
Chloe
con la testa appoggiata sulla spalle di Karl, che le cingeva la vita con un
braccio;
Lidja
con la testa adagiata sulle gambe di Ewan che le accarezzava piano i capelli e,
infine, Sofia seduta in braccio a Fabio, che le faceva assaggiare le fragole al
cioccolato.
-E'
davvero una splendida giornata -constatò la ragazza.
-Puoi
dirlo forte -concordò Lidja stiracchiandosi pigramente come un gatto.
-Ewan
perché non ci canti qualcosa? -propose Chloe stringendosi di più a Karl.
Il
ragazzo sorrise e gonfiò il petto con orgoglio.
-Oh...no!
Eccolo che ricomincia! -lo prese in giro Fabio con un sorriso sarcastico.
Ewan
gli scoccò un'occhiataccia ma si schiarì la voce preparandosi a cantare.
Iniziò
a intonare le prime note di Photograph di Ed Sheeran.
Sofia
vide gli occhi di Lidja diventare lucidi e un sorriso commosso solcarle il
viso.
Ne
capì anche il motivo perché l'amica una volta gliene aveva parlato.
Quella
era la loro canzone.
Un
po' come Uninteded per lei e Fabio.
I
ragazzi si lasciano trasportare dalle note dolci della canzone e dalla potenza
della voce di Ewan.
Ogni
volta Sofia non poteva fare a meno di negarlo: quel ragazzo aveva un vero
talento.
Il
resto della giornata passò troppo in fretta.
Sofia,
e così anche gli altri draconiani, avrebbero voluto che durasse in eterno.
Presto
il cielo iniziò a tingersi di tutte le sfumature del rosa e dell'arancione e il
sole iniziò a sparire lungo la linea dell'orizzonte, specchiandosi sul lago.
Sofia,
in piedi accanto a Fabio, guardava rapita il paesaggio.
Il
ragazzo, intanto, la guardava di sottecchi.
Non
le era mai parsa tanto bella.
I
lunghi capelli rossi le ricadevano sulle spalle e con la luce del tramonto
sembravano fatti di fiamme e facevano risaltare i suoi occhi verdi, che in quel
momento brillavano di meraviglia.
Sembrava
una bambina che aveva appena scoperto che Babbo Natale le aveva portato il
regalo a lungo desiderato.
Senza
volerlo un sorriso gli increspò le labbra.
Proprio
in quell'istante Sofia si girò nella sua direzione incatenando i suoi occhi con
quelli scuri di lui e gli sorrise a sua volta.
Fabio
le si avvicinò senza dire una parola e quando le sfiorò la guancia con il
pollice la sentì trattenere il respiro. Anche il suo cuore batteva a mille.
Senza
indugiare oltre annullò la distanza che li separava e congiunse le loro labbra.
Vide
Sofia chiudere gli occhi e abbandonarsi a quel contatto e solo allora si decise
a chiudere gli occhi a sua volta e a stringerla di più a sé.
Ad
un tratto l'atmosfera di profonda pace che si era creata tra i due fu rotta
bruscamente.
-Ehi,
piccioncini -li chiamò Lidja senza però traccia di sarcasmo nella voce
-dobbiamo andare.
Sofia
e Fabio si staccarono e prendendosi per mano si affrettarono a raggiungere gli
altri.
Tornati
a casa, i ragazzi si divisero.
Chloe
e Karl si accomodarono sul divano a guardare un film, Ewan e Lidja andarono in
cucina a posare il cestino da picnic mentre Fabio condusse Sofia nel garage che
da un po' di tempo fungeva da camera per il ragazzo.
-Dove
stiamo andando? -chiese Sofia confusa.
-Nella
mia camera -rispose Fabio con un sorrisetto.
Ovvio! Si disse Sofia, così riformulò la domanda.
-Perché
mi stai portando nella tua camera? -chiese allora, più precisa.
Questa
volta Fabio non rispose finché non arrivarono davanti alla porta chiusa del
garage.
-Se
non sbaglio devo ancora darti il mio regalo -le spiegò con un sorriso eccitato.
-Avanti chiudi gli occhi! -aggiunse poi.
Sofia
sospirò rassegnata ma obbedì perché in fondo era impaziente di scoprire che
cosa si sarebbe inventato Fabio questa volta.
Il
ragazzo la prese per mano e con cautela la guidò oltre la porta.
Poi
sentì il suo fiato caldo solleticarle la pelle del collo.
-Ora
li puoi aprire. -le sussurrò.
Sofia
obbedì di nuovo, sempre più impaziente, e quello che vide la lasciò a bocca
aperta.
Al
centro della stanza era stata distesa una coperta sulla quale Fabio aveva
sistemato dei cuscini, delle candele e dei tranci di pizza.
-E'
davvero bellissimo! -disse la ragazza senza smettere di guardare la stanza.
Fabio
le sorrise.
-Vieni
-disse porgendole una mano e invitandola a sedersi.
Lei
si accomodò sopra un cuscino e il ragazzo la imitò, offrendole un trancio di
pizza.
Mangiarono
quasi in silenzio.
Sofia
gli raccontò degli studi che stava facendo e del fatto che era un po'
preoccupata degli esami di maturità mentre Fabio le disse che si trovava
davvero bene nell'officina dove lavorava.
Il
ragazzo, infatti, aveva scoperto di avere una grande passione per le moto e
così, quando gli si era offerta l'occasione aveva accettato di buon grado di
lavorare in quel settore.
Quando
terminarono di mangiare, Fabio si alzò e si diresse verso lo stereo.
Dalle
casse, partirono delle note dolci e struggenti.
Unintended. Pensò Sofia commossa.
Il
ragazzo le si avvicinò, porgendole una mano.
-Mi
concede questo ballo, signorina? -le chiese con un sorriso.
Sofia
prese la sua mano e ricambiò il sorriso.
In
un attimo si ritrovò tra le sue braccia.
-Allora
-le chiese Fabio -ti è piaciuto?
-Moltissimo!
-rispose la ragazza, appoggiando la testa nell'incavo della sua spalla.
Continuarono
a ballare per un altro po' fino a quando Fabio non si allontanò da Sofia.
La
ragazza lo guardò interrogativa.
-Tutto
okay? -gli chiese un po' preoccupata.
Il
ragazzo annuì ma non si riavvicinò.
-Io...
-disse titubate -vorrei chiederti una cosa.
Sofia
vide che si tormentava nervosamente le mani.
-Certo
-esclamò la ragazza senza indugio -tutto quello che vuoi.
Fabio
rimase un istante in silenzio.
-Mi
prometti che non farai quello che ti devo chiedere se non ti senti pronta?
-disse stringendole le mani -Me lo prometti?
-Si
si, te lo prometto! -disse la ragazza sempre più spaventata vedendo che il
ragazzo era impallidito leggermente.
-Fabio,
va tutto bene? -chiese poi angosciata.
Il
ragazzo non gli rispose ma tirò fuori una scatolina dalla tasca dei pantaloni e
si inginocchiò a terra.
Non
sta succedendo davvero! Si disse Sofia tra sé.
-Sofia
-iniziò Fabio -stiamo ormai assieme da più di tre anni e forse è troppo presto
ma il fatto è che io ti amo e non penso che questa cosa cambierà mai. -inspirò
a fondo -Quello che volevo chiederti è. . . mi faresti il grandissimo onore di
diventare mia moglie?
Sofia
strabuzzò gli occhi.
Mi
ha chiesto di sposarlo! Urlò dentro di sé Mi ha chiesto di sposarlo!
Prima
che potesse rispondere Fabio ricominciò a parlare.
-Se
vuoi ti do un po' di tempo. So che è una scelta difficile e anche se dirai di
no io …
-Si!
-esclamò Sofia interrompendolo.
-Cosa?
-le chiese Fabio alzando la testa per guardarla negli occhi.
-Ho
detto di si, Fabio! -ripeté con un sorriso -Ho detto si e lo direi per sempre.
Il
viso del ragazzo si aprì in un enorme sorriso e senza dir nulla le prese il
viso tra le mani baciandola con foga.
Mi
ha detto di si! Pensò
Fabio con la mente finalmente pacificata.
Oddio
quanto ti
amo, Sofia! Si disse poi mentre
un'unica piccola lacrima di gioia gli solcava la guancia.
Ed
ecco qui, come promesso il primo capitolo della Fanfiction su La Ragazza Drago
di Licia Troisi:) Spero vivamente che vi sia piaciuto e sono ben accetti
commenti, sia positivi, sia negativi!
Posterò
il prossimo appena possibile;)
Un
bacione,
~Eltanin~
